Ambientazione Leo

I giorni seguenti sono trascorsi con la conoscenza dei miei nuovi amici e dell’ambiente che mi avrebbe ospitato.

Partiamo dalla struttura solida, una vecchia casa di campagna ristrutturata nell’arco degli anni e sottoposta a vari cambiamenti interni.

Si tratta di un’unica unità in cui, al piano terra vivono i “nonni” e, con l’entrata a parte dei miei genitori (sempre a piano terra, con il mio tappeto IKEA per quando faccio le ninne giù ), si prosegue su per le scale fino ad arrivare al primo piano.

Qua possiamo notare la particolarità del nostro nido: ogni stanza è un’esplosione di colori ed ha il proprio stile; troviamo travi in legno con cucina in muratura, divano ricavato da pallet e materassi singoli dismessi, sul quale salgo spesso per sonnecchiare e farmi coccolare dalla “mamma”, angolo pollice verde in cui le piante crescono rigogliose, cabina armadio rigorosamente IKEA, in cui entro a volte per vedermi allo specchio…

E passiamo alla parte esterna, la terrazza, abitata quotidianamente dagli uccellini che vengono alla ricerca di briciole e rimasugli di cibo, e dai gatti, di cui vi parlerò più avanti assieme ad Achille…

Fuori c’è un grande cortile spazioso dove poter passeggiare, il giardino degli “zii” e la loro casa, l’orto, il recinto delle galline (in cui entrerei molto volentieri… ), la casa dei vicini col loro grande parco, e tutta la campagna che ci circonda.

Mi ha incuriosito la “vita quotidiana” dei quattrozampe che vivevano già lì.

Alla faccia di chi dice “Vita da cani”!!!

C’era chi si metteva a sonnecchiare bello beato, con di fianco chi sgranocchiava un crostino di pane… chi gironzolava controllando che fuori dalla proprietà non si avvicinasse nessuno, chi si grattava la schiena a pancia in su, sdraiato sul marciapiede davanti a casa o sotto il pino “barba papà”, facendo il girotondo sotto… (è arrotondato anche sotto nella parte dei rami, così da poter essere sfruttato dalle varie altezze di noi pelosi!)… chi aspettava che si aprisse la porta dei “nonni” per sgattaiolare in casa, chi si faceva coccolare da chi trovava fuori nel cortile, chi da un momento all’altro cominciava ad abbaiare per un rumore o perché arrivava qualcuno fuori dal cancello…

Mica male vivere qui, ho pensato!!!

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