PRESENTAZIONE ACHILLE / ARRIVO A CASA

Mi presento anch’io, amici!

Sono Achille, ho 2 anni, e sono un meticcio. Sembro un cartone animato, perché ho le 4 zampe molto lunghe rispetto alla struttura del mio corpo e 2 lunghe orecchie stile Dumbo!

Sono nero, col pelo corto e più piccolo del mio “fratellone” Leo. Ho una macchietta bianca sul petto e il musetto buffo; vi devo confessare che mi sento ancora cucciolo al 100% …

Sono arrivato nella mia nuova casa il giorno 08/01/2017 e mi ha portato qua la mia vecchia famiglia, dove sono nato, vicino a Ferrara.

Appena sceso dalla macchina nel cortile, sono stato accolto dal baito di tutti gli altri quattro zampe che già vivevano lì.

Io, curioso come sono, ho iniziato a girare e a guardarli incuriosito, specialmente uno in particolare, Leo, che col suo fare maestoso non si spostava dalla “mamma” e dal “papà”.

Hanno aperto la recinzione e tutti a correre in campagna… io mi sono unito alla combriccola senza neanche pensarci!

La “mamma” e il “papà” mi guardavano e ridevano, ogni tanto si fermavano a parlare con gli altri quattro zampe di me penso!

Mi stavo già divertendo così tanto, nonostante fossi appena arrivato!

Al pomeriggio sono rimasto col “papà” che la “mamma” è andata al lavoro, e mi ha tenuto in casa con lui.

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La sera siamo stati giù dai “nonni” per proseguire con l’ambientazione generale e notavo che Leo mi guardava con sospetto, non era tranquillo, ed evitava il contatto con me.

Penso che il motivo era che lui viveva lì già da tempo, con le sue abitudini, la sua tranquillità, e aveva il timore che il mio nuovo arrivo potesse scombinare tutto questo, di essere messo in disparte e in secondo piano…

La “mamma” e il “papà” hanno cercato di farci avvicinare senza darci troppe attenzioni e, dopo varie annusate, sguardi curiosi e interrogativi, scatti di Leo se invadevo il suo spazio e tante risate, è arrivata l’ora di andare a dormire.

Io avevo già le mie vecchie abitudini e ho fatto un po’ tribolare le prime 3 notti che mi hanno tenuto in casa.

Piangevo, salivo sul letto a prescindere, facevo più volte i bisogni in giro… e di Leo non c’era traccia, se ne stava a dormire giù coi “nonni”.

Alla quarta notte sono stato messo a dormire nella “bugadara” assieme agli altri quattro zampe, lì sono stato tranquillo e mi sono ambientato subito coi nuovi amici, nelle nostre cassettine piene di coperte morbide. Abbiamo così iniziato a dormire tutti sonni tranquilli!!!

PARCO URBANO / FERRARA

Più volte sono stato anche al parco urbano a Ferrara col “papà”, mentre andavamo a prendere la “mamma” al lavoro. Si tratta di un enorme distesa di erba, con in giro tanti alberi e alcuni laghetti, quante corse ho fatto divertendomi… e quanti nuovi odori da scoprire e rumori nuovi, che in campagna non ci sono, un altro mondo insomma!

Durante le nostre visite ci è capitato di incontrare persone che passeggiavano, altre che si tenevano in forma facendo una corsetta, altre distese sui campi in totale relax a leggere un libro, altri bau coi loro umani, famiglie che giocavano spensierate, coppie di innamorati che si tenevano per mano…

È stato piacevole provare anche questo posto naturale e ospitale per chi ama il verde, adatto a chi vuole ritagliarsi i propri spazi per staccare dalla routine quotidiana, in totale libertà…

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Fatta la nostra passeggiata, ci preparavamo per andare in centro a prendere la “mamma” in negozio.

(Una realtà completamente diversa, caotica e un tantino stressante per i miei gusti… )

Arrivati di fronte, se era libera, mi accoglieva dandomi tanti bacini e mille coccole.

Io e il “papà” se era ancora presto facevamo un giretto lì intorno, altrimenti ci sedevamo lì fuori e tante persone che passavano per di lì mi guardavano e mi sorridevano, alcuni chiedevano al “papà” se ero maschio o femmina, quanto tempo avevo, se ero di razza, e così via…

Ero molto incuriosito dalle persone che passavano stuzzicando qualcosa e annusavo per bene, e anche dagli altri cani che erano portati fuori a passeggio dai loro familiari.

Una volta usciti, tornavamo alla macchina stando attenti alle biciclette che sfrecciavano nella strada pedonale, con tanto di fastidiosi campanelli, sembrava uno slalom…

A volte ci fermavamo a mangiare una piadina (la “mamma” e il “papà” ) e del salume per me e si rincasava. Il tempo di salire in macchina e, il più delle volte, mi addormentavo come un bambino!

Una volta arrivati sull’argine del Po, vicino a casa, drizzavo le orecchie, come un radar, ed ero pronto a scendere in cortile e a marcare il mio territorio!

E poi dritto a fare le ninne!

TOSATURA ESTATE 2016

Nell’estate 2016 è capitata anche un’altra esperienza, di cui è artefice la “mamma”.

Lei è una ex parrucchiera e penso proprio le sia rimasta la passione…

Un pomeriggio tardo eravamo seduti fuori all’ombra, e mi stava spazzolando con cura, finché si è fermata di colpo e mi ha chiesto: “Leo, tagliamo un pochino di pelo, che ne dici… guarda qua quanto ne rimane nella spazzola…”

Io non so che faccia ho fatto, ma dal suo alzarsi improvviso ed entrare in casa a prendere l’occorrente, devo averle fatto capire qualcosa del genere: “Come vuoi tu “mamma”, mi fido di te…”

Ha così iniziato, a inumidirmi con uno spruzzino e, con la massima delicatezza, a prendere dei ciuffetti di pelo tra le dita e a tagliarmi via la parte finale, riempendomi intanto di complimenti e bacini.

E’ durato un po’ questo trattamento, io ero bello rilassato e felice di aver trovato una famiglia che si prendesse così cura di me sotto ogni punto di vista.

Alla sera, quando mi ha visto il “papà” a lavoro ultimato, ha cominciato a ridere e a prendermi in giro, non è stato molto carino da parte sua…

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Io mi sono rintanato tra le braccia della “mamma” che gliene ha dette quattro e di smetterla di sghignazzare così.

Capita spesso, per non dire sempre, che la mamma prenda le mie parti e discuta col papà per difendermi e per rassicurarmi da quello che dice lui. Tutto questo in maniera scherzosa, sono così buffi entrambi!

Specialmente quando capita che mi addormento in camera con loro e la “mamma” ci rivolge la buonanotte in questa maniera… “Buonanotte Leo, amore mio, fai tanti sogni bau e mille ninne” e mi manda poi tanti bacini! “Ciao Teo…”, quando va bene!!!

VASCA ACQUA D’ESTATE PER RINFRESCARMI E BAGNETTO

Come vi ho già anticipato soffro tantissimo il caldo e durante l’estate ho trovato il sistema per avere sollievo quando sono fuori. (A parte la maggior parte del giorno in cui dormo in casa al fresco).

Nel cortile e nella “bugadara” ci sono parecchi contenitori d’acqua in cui bere, ma quello che ha colpito il mio interesse è stata una grande mastella di ferro (di quelle che si usano anche per piantare erbe aromatiche e fiori).

Inizialmente ci entravo cautamente con le zampe anteriori e mi bagnavo anche il musetto, immergendolo, poi ho cominciato ad entrarci anche con quelle posteriori ed è stata una festa!!!

Mi piaceva molto rimanere dentro e sentire il contatto dei “gommini” sul fondo, facendo su e giù in totale relax…

Vista però la mia crescita nell’arco del tempo, qualche estate dopo essere arrivato, i “nonni” mi hanno fatto un graditissimo regalo: una vasca bella grande in cui potermi anche sdraiare e dove poter giocare col pallone o con i “legnetti” trovati in giro.

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D’estate poi c’è anche il rito bagnetto per tutti noi (dove si lavano anche gli umani visti i nostri caratteri e la nostra nonchalance…)

E in questa bella vasca, a turno, veniamo disinfettati e massaggiati per bene!

Fatti uscire, veniamo poi risciacquati con cura con il secchio o l’innaffiatoio. È un vero lavoro di squadra, non trovate?!?!

Il passaggio successivo è quello di andarci a strofinare con la schiena nella ghiaia o in mezzo all’ erba e alcuni di noi assumono un aspetto davvero ridicolo… A me poi salta fuori il frisée e mi si gonfia tutto il pelo!

Mi piace essere lavato e me ne sto bello tranquillo, il “papà” mi prende in braccio e, assieme alla “mamma” mi massaggiano dappertutto.

Altri della combriccola invece si nascondono, appena capiscono cosa li spetta (tipo Pedro, che fa impazzire tutti e, una volta preso, comincia col suo brontolio… )

Più avanti vi dirà la sua anche Achille su questo argomento!

Seconda gita al mare (11 aprile 2016)

La seconda esperienza al mare, invece, è stata una vera scoperta.

Vuoi il fatto che fossi più grandicello, vuoi le scoperte dei fossi e degli stagni in campagna (di cui poi vi parleremo), e vuoi la curiosità di provare qualcosa di nuovo…

Arrivati vicino alla riva, e tolto il guinzaglio, il “papà” ha cominciato a lanciarmi dei legnetti in acqua ed è stato un gran divertimento per entrambi! Era così piacevole il contatto delle zampe con l’acqua fresca, il potermi bagnare e correre felice, vedendo il sorriso negli occhi dei miei “genitori”…

Mi divertivo a risalire e a scuotermi dall’acqua in eccesso vicino alla “mamma”, che si spostava sempre per non essere bagnata, poi mi strofinavo per bene nella sabbia e mi grattavo la schiena!

Siamo andati avanti così per un bel po’, poi la “mamma” mi ha asciugato per bene e siamo stati lì seduti ad ammirare il panorama, pensando solo a noi 3 e alla nuova esperienza che stavamo vivendo, che sarebbe rimasta impressa per sempre nella nostra mente.

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Era stata una splendida giornata, piena di emozioni e di divertimento!

Da quel giorno siamo tornati parecchie volte al mare, anche in altre spiagge vicine, in serata, e all’imbrunire, proseguendo con un giretto nel Lido per rifocillarci con una pizza o una piadina (a me il salume e dei pezzetti vari) e anche nella stagione fredda, assieme al mio fratellino Achille, proseguendo nel nostro racconto.

Prima gita al mare (10 luglio 2014)

Ora vi racconto della mia prima esperienza al mare.

Un tardo pomeriggio d’estate ci siamo preparati: pettorina, zainetto, asciugamano grande e tutti in macchina.

E’ stato un tragitto di un’oretta e arrivati a destinazione, (spiaggia libera al Lido degli Estensi) siamo scesi, mi hanno messo il guinzaglio e ci siamo incamminati.

Il terreno era strano per me, non si trattava della solita erba, della ghiaia come nel nostro cortile o del terriccio di campagna che già conoscevo… era tutto bello compattato, in alcuni tratti umido e fresco, in altri più morbido, dove si avanzava più lentamente perché ci si sprofondava un po’.

Era una distesa enorme che ci circondava, e in lontananza proveniva un rumore costante che aumentava d’intensità mentre ci avvicinavamo… il mare… quanta acqua tutta assieme ho pensato!!!

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Il “papà” mi ha tolto il guinzaglio e abbiamo cominciato a passeggiare sulla riva, ero però impaurito da tutto questo e dal rumore delle onde…

Il “papà” provava a chiamarmi perché mi avvicinassi a lui che era a piedi nudi in acqua, ma io stavo attaccato alla “mamma”, al sicuro, finché ha preso l’asciugamano, l’ha steso sulla sabbia un po’ distante dalla riva e ci siamo seduti su, in tranquillità.

Mi sono preso la mia bella dose di coccole, ho mangiato qualche crocchino e in serata ci siamo riavviati per il ritorno a casa.

Ho pensato a quante cose nuove avrei scoperto crescendo nella mia vita e a quanto dovremo essere grati per tutto ciò che questa ci offre e ci mostra…

PAPPE, SALVIETTINA E NINNE

Le giornate trascorrevano tranquille, tra le passeggiate in campagna assieme al branco (di cui vi parlerò più avanti con Achille), le pennichelle in cortile, l’arrivo di qualche ospite o di qualche corriere con pacchi di AMAZON da consegnare, e via ad abbaiare tutti assieme…

E veniamo alle nostre pappe, qui vi svelerò la mia grande passione…

Il formaggio, (che mi ricorda tanto il latte della mia mamma da cucciolino).

Lo adoro: sottilette, grana padano, scamorza, brie… e quando sono in casa (giù dai “nonni” o su in casa mia) e sento il rumore della carta che scrocchia, ho già capito… mi metto in posizione statuina e delicatamente afferro il pezzetto che mi offrono.

Mangiamo anche i crostini di pane, i crocchini, i biscottini per bau, la ciccia cotta della macelleria e gli scarti dei salumi che ci porta a casa il “nonno” e, quando c’è la serata pizza, (di solito la domenica), le croste e dei pezzetti sono per noi!

Ho assaggiato anche le uova (il “papà” ogni tanto me ne da una per mantenermi il manto bello lucido, ma che rimanga tra di noi…), la mela, il melone d’estate, le noci e le castagne nel periodo freddo, quando la “nonna” le cuoce sulla stufa, e dopo averle pelate assieme al “nonno”, alla “mamma” e al “papà”, me ne danno qualche pezzettino. (Pedro ne va matto!)

Recentemente abbiamo anche avuto il piacere di assaggiare i pinzini con impasto al carbone… sono una vera bontà e neri come me ed Achille!

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Quando vado in giro con i miei “genitori” che mangiano fuori, mi prendono del salume o la pancetta a dadini, una volta hanno anche provato a darmi il gelato bau, mentre eravamo in centro a Ferrara, ma non mi è piaciuto e l’ho lasciato lì.

Quando siamo a casa dagli “zii acquisiti” (ovvero i cari amici dei miei “genitori”), mi offrono sempre qualcosina, anche se partiamo muniti di crocchini.

Qua ci troviamo a casa dalla “zia Alice” e dallo zio “Michael” a tal proposito!

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Io ringrazio, faccio il giro di tutti, ma senza disturbare, poi mi faccio coccolare volentieri e mi addormento felice e col pancino pieno.

Ora che vi ho parlato del nostro menù tipico, proseguiamo.

 

Di giorno sto quasi sempre fuori, assieme agli altri, a parte d’estate quando c’è molto caldo (lo soffro tantissimo). Passo ore ed ore a dormire in casa in completo relax!

La sera poi si rincasa con Pedro (lui vive giù coi “nonni” e dorme in casa come me).

Quasi sempre si aggregano Pablo e Billy, prima di essere messi a nanna. E con l’arrivo di Achille e della Luna ci ritroviamo in più animali che umani in casa…

Loro, assieme agli altri, dormono nella “bugadara”, il bassocomodo dei “nonni” e lì hanno le loro cassettine dove riposare e la stufa e il camino, che li scaldano nel periodo invernale e nelle giornate di pioggia.

Lì i “nonni” hanno anche un piccolo bagno e il reparto lavanderia, quando poi devono preparare cibi fritti (a proposito di pinzini!) o in quantità industriali, usano quella stufa o il fornello.

Dopo cena mi prendo la mia bella dose di coccole e poi la mamma mi da la salviettina.

A volte prima mi spazzola anche il mio bel manto, e io mi rilasso così tanto da chiudere gli occhi…

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Il momento salviettina si svolge così: partiamo dal testolino, poi la schiena, la coda, la mia sciarpona, la pancia e le zampe, che sollevo per aiutare e facilitare la “mamma” nelle manovre!

Qualche sera scendiamo a salutare i “nonni” e Pedro ci accoglie col suo brontolio…

Altre volte sto sul divano con la “mamma” e il “papà” o sotto il tavolo in cucina, e prima di dormire il “papà” mi porta fuori in cortile a fare la pipì.

Ho parecchi posti per dormire: c’è una porta comunicante giù dalle scale con l’appartamento dei “nonni”, può capitare che mi addormenti giù in fondo alle scale sul mio tappeto IKEA, poi durante la notte salgo e mi acciambello nella cuccia, o mi sdraio sul pavimento, in fondo al letto o nel corridoio.

Quando è molto caldo mi infilo sotto al letto dei “nonni” o sul pavimento fresco dell’entrata al piano terra.

 

I primi mesi, al mattino, mi portava fuori il “papà” e apriva agli altri, poi, in seguito ad una serie di litigi o inseguimenti tra noi quattrozampe, è cambiato il sistema.

Certe mattine, prima di scendere, do il buongiorno alla “mamma”, salendo con le zampe davanti sul letto riempendola di bacini, poi la “nonna” mi mette nel garage giù al piano terra, mentre apre agli altri che corrono in cortile, e mi fa uscire.

Così facendo siamo tutti un po’ più calmi e non ci inseguiamo più.

Pettorina e primo giro sulle mura

Un giorno il “papà” ha provato a mettermi uno strano aggeggio che mi cingeva con attaccato un guinzaglio per insegnarmi ad andare in giro a passeggio. Io però mi sentivo intrappolato e facevo resistenza, non volevo muovermi ed ero molto impaurito…

Con molta dolcezza e tanta pazienza il “papà” ha iniziato a tirarmi verso di lui nel cortile, facendomi fare qualche passo, poi si fermava un po’, per darmi il tempo  di capire come funzionava; ci siamo spostati nello stradone per andare sull’argine, aumentando poco per volta la distanza ed è continuato così per un po’ di tempo…

Oggi, a distanza di anni, appena vedo che prendono in mano il mio zainetto nero da viaggio, mi dicono di prepararmi che si parte e mi infilano la pettorina, faccio i salti di gioia, scodinzolo sorridendo e sono tutto agitato!

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Una delle prime uscite è stata, ancora cucciolo, sulle mura di Ferrara.

Una sera primaverile, messa la pettorina, mi hanno fatto salire in macchina, mettendomi sui sedili posteriori su una bella copertina, e siamo partiti.

Guardavo incuriosito fuori e dal finestrino aperto, annusavo questi nuovi odori che cambiavano di continuo.

Giunti a destinazione e scesi dalla macchina, ci siamo avviati con calma in questo sentiero sterrato, circondato da erba e grandi alberi, mi sentivo così piccolo!

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Ci fermavamo spesso, per darmi modo di riposare e di fiutare il terreno finché, ad un tratto, vedo venirci incontro un signore con un cane enorme, un Husky…

Ho cominciato a ringhiare, un po’ per paura e un po’ per farmi valere, mentre gli “umani” parlavano di noi, guardandoci di continuo e sorridendoci.

Questo Husky mi ha ignorato del tutto nel frattempo, chissà quante passeggiate aveva già fatto lui, magari ogni sera lo portavano fuori, non aveva un cortile grande come il nostro o viveva in appartamento, era addestrato, non aveva altri amici a casa come me con cui trascorrere le giornate, aveva la sua storia di vita… quante domande mi sono fatto…

Proseguendo non abbiamo più incontrato altri cani, solo qualche “umano” che correva, che passeggiava in bici o seduto su qualche panchina sotto gli alberi.

Cominciavo ad essere stanco di camminare e il “papà” si stava lamentando con la “mamma” perché mi fermavo e non ne volevo sapere di procedere… finché mi ha preso in braccio e siamo ritornati alla macchina, con la “mamma” che mi grattava il testolino e mi parlava.

Ho dormito durante il ritorno a casa e per un po’ ho pensato che non mi sarebbero mancate le mura di Ferrara…

Gli altri 4 zampe

Uno dei primi cagnetti con cui ho stretto amicizia è PABLO.IMG_0161

Piccolo, pelo corto bianco e nero, musetto un po’ schiacciato, sembra un pupazzo!

Sin dal mio arrivo, mi è sempre stato attaccato, mi annusava, mi leccava di continuo, mi stuzzicava per giocare… ha il suo bel caratterino, nonostante le dimensioni ridotte.

Tuttora, mi tocca prenderla persa quando giochiamo e vedo che comincia a “drizzare il pelo” sulla schiena e a mostrarmi i dentini!

C’è poi BILLY, suo fratello, e dall’aspetto non si direbbe proprio.

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Taglia piccola, marroncino, col pelo talmente lungo da coprirgli le zampine, e le sue orecchie sempre belle dritte all’insù. Lui mangia di continuo ed è buffo perché si avvicina spesso ai “nonni”, o a chi trova in giro, per mostrare il suo trofeo (di solito un crostino di pane), dondolando su sé stesso.

Dimenticavo, lui è detto anche il “cacciatore di topini e lucertole” perché quando i “nonni” fanno i loro lavoretti fuori, tra la legna e il giardino, lui è lì pronto a fiutare eventuali animaletti e a stanarli dai loro nascondigli!

Passiamo poi al cocco dei “nonni”, PEDRO, il cane terremotato.

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E’ nato nel maggio 2012 a Scortichino, un paese colpito da questa calamità naturale.

E’ un cagnetto bianco con delle macchie marroni (di cui una sulla schiena a forma della testa di MICKEY MOUSE!), permaloso e brontolone.

Quando siamo in casa dei “nonni” sdraiati sotto al tavolo e qualcuno, senza volere, gli sfiora una zampa, comincia col suo brontolio… E quando viene poi ripreso per qualche suo malanno, sembra parlare come per ribattere e poi sparisce per un po’!

Continuiamo con MACCHIA, il nonno del gruppo.

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E’ il cane più anziano, un piccolo meticcio bianco a macchie sparse in giro, grigie e marroncine e ha una grande energia. Nelle nostre scampagnate non manca mai e vuole sempre andare a stanare le “foleghine” nello stagno.

La “mamma” mi ha raccontato che quando è nato era talmente piccolo da stare in una mano, e tutti lo davano per spacciato, ma con la sua grinta e la voglia di vivere ha superato le avversità del suo percorso ed è un grande insegnamento per tutti noi.

Arriviamo al mio nemico JERRY, che al mio arrivo non è stato molto cordiale, e più volte ha cercato di aggredirmi.

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E’ un meticcio nero e beige, sembra un piccolo lupetto ed è anche carino…

Vuole sempre le coccole dalla mia “mamma”, sarà anche per questo che siamo gelosi uno dell’altro…

Spesso si sdraia a pancia in su e spinge le zampette anteriori verso l’alto, in modo buffo, e quando lo vedono la “mamma” o il “papà” dicono: “Mani al cielo, Jerry!”

Finiamo con CAMPIONE, un piccolo meticcio beige che vive in simbiosi con la CORA (la cagnona gigante degli “zii”, di cui vi ho parlato al mio arrivo).

E’ molto dispettoso e poco affettuoso rispetto agli altri compagni, a volte mi abbaia contro in segno di sfida, ma io lo lascio perdere perché non ne vale la pena…

Penso che stia sempre con la CORA perché si sente protetto da lei e perché forse ne è anche innamorato!

Come avrete capito, siamo dei bei soggetti e ognuno di noi ha il suo carattere, pregi e difetti, proprio come voi umani. Al giorno d’oggi noi cani siamo considerati veri e propri membri della famiglia che ci accoglie ed è un reciproco dare e avere, in maniera vera e sincera. Chi di voi ha la fortuna di vivere con un animale sa di cosa sto parlando…

Più avanti ci sarà l’arrivo di ACHILLE (che comincerà a raccontarvi di lui) e della LUNA, l’ultima arrivata. Ma visto che mancano ancora un po’ di anni, proseguiamo con le mie avventure…

Ambientazione Leo

I giorni seguenti sono trascorsi con la conoscenza dei miei nuovi amici e dell’ambiente che mi avrebbe ospitato.

Partiamo dalla struttura solida, una vecchia casa di campagna ristrutturata nell’arco degli anni e sottoposta a vari cambiamenti interni.

Si tratta di un’unica unità in cui, al piano terra vivono i “nonni” e, con l’entrata a parte dei miei genitori (sempre a piano terra, con il mio tappeto IKEA per quando faccio le ninne giù ), si prosegue su per le scale fino ad arrivare al primo piano.

Qua possiamo notare la particolarità del nostro nido: ogni stanza è un’esplosione di colori ed ha il proprio stile; troviamo travi in legno con cucina in muratura, divano ricavato da pallet e materassi singoli dismessi, sul quale salgo spesso per sonnecchiare e farmi coccolare dalla “mamma”, angolo pollice verde in cui le piante crescono rigogliose, cabina armadio rigorosamente IKEA, in cui entro a volte per vedermi allo specchio…

E passiamo alla parte esterna, la terrazza, abitata quotidianamente dagli uccellini che vengono alla ricerca di briciole e rimasugli di cibo, e dai gatti, di cui vi parlerò più avanti assieme ad Achille…

Fuori c’è un grande cortile spazioso dove poter passeggiare, il giardino degli “zii” e la loro casa, l’orto, il recinto delle galline (in cui entrerei molto volentieri… ), la casa dei vicini col loro grande parco, e tutta la campagna che ci circonda.

Mi ha incuriosito la “vita quotidiana” dei quattrozampe che vivevano già lì.

Alla faccia di chi dice “Vita da cani”!!!

C’era chi si metteva a sonnecchiare bello beato, con di fianco chi sgranocchiava un crostino di pane… chi gironzolava controllando che fuori dalla proprietà non si avvicinasse nessuno, chi si grattava la schiena a pancia in su, sdraiato sul marciapiede davanti a casa o sotto il pino “barba papà”, facendo il girotondo sotto… (è arrotondato anche sotto nella parte dei rami, così da poter essere sfruttato dalle varie altezze di noi pelosi!)… chi aspettava che si aprisse la porta dei “nonni” per sgattaiolare in casa, chi si faceva coccolare da chi trovava fuori nel cortile, chi da un momento all’altro cominciava ad abbaiare per un rumore o perché arrivava qualcuno fuori dal cancello…

Mica male vivere qui, ho pensato!!!